FAQ GENERALI
Le comunità energetiche rinnovabili (CER) sono gruppi di cittadini, imprese o enti pubblici che producono, consumano, condividono o vendono energia da fonti rinnovabili. Queste comunità possono contribuire a ridurre le emissioni di gas serra, a creare opportunità economiche e sociali e a rafforzare la democrazia energetica mantenendo nel territorio i ricavati della vendita dell’energia. Le comunità energetiche sono regolate da normative nazionali ed europee che ne definiscono le caratteristiche e le modalità di partecipazione.
La CER è un soggetto giuridico autonomo, regolarmente costituito e dotato di statuto. pertanto, l’organizzazione e le gerarchie sono stabilite coerentemente con quanto previsto dai medesimi.
La CER potrà appoggiarsi ad un fornitore di servizi esterno al quale affidare la gestione. Questo gestore si occuperà di monitorare i flussi energetici e ripartire tra i vari membri gli incentivi ottenuti dal GSE secondo le regole stabilite dalla CER.
A livello giuridico è sufficiente che vi siano 2 membri, tra i quali almeno un produttore, per formare una comunità. La soglia minima, e quindi la convenienza economica, può essere valutata attraverso un piano economico finanziario che consideri i costi di gestione e i ricavi. Vige comunque la regola che maggiore sarà la quota di energia condivisa maggiori saranno i benefici generati.
La CER è aperta, pertanto ogni membro è libero di entrare e uscire, in accordo con i criteri stabiliti da statuto e regolamento. Eventuali responsabilità potranno essere specifiche della forma giuridica scelta per la costituzione.
I membri Prosumer avranno tre importanti vantaggi economici: riduzione dei costi in bolletta grazie all’auto-consumo di energia rinnovabile prodotta dal proprio impianto, riconoscimento del ritiro dedicato per l’energia immessa in rete e ottenimento della propria quota di incentivi generati dalla condivisione qualora previsto dal regolamento. I membri Consumers invece godranno della quota di incentivi generati dalla condivisione, in quanto non posseggono impianti di loro proprietà.
Non sono previsti particolari costi di adesione alla CER, se non in casi in cui la forma giuridica scelta richieda un conferimento specifico (quota associativa o di capitale sociale). In generale potrà però risultare necessario installare appositi dispositivi di misurazione dei consumi e delle immissioni denominati Smart Meter.
Non c’è un tempo di recupero prestabilito. Per i Prosumer questo è funzione della configurazione e del costo del proprio impianto, dei ricavi conseguiti dalla cessione dell’energia alla rete, dell’eventuale quota di incentivo e del risparmio conseguito grazie all’energia autoconsumata. Per i Consumers non sono previsti particolari investimenti da cui rientrare. In generale i tempi di investimento per la realizzazione di un impianto fotovoltaico (o altra energia rinnovabile) sono inferiori a quelli previsti per la realizzazione dello stesso impianto al di fuori della CER, in caso di ottenimento di una quota degli incentivi da parte del GSE. Per le imprese inoltre sono previste detrazioni fiscali per la realizzazione di impianti da FER destinati alle CER.
Alcuni mesi, dipendentemente dalle condizioni.
Le rese degli impianti sono funzione dell’irraggiamento solare nel caso di fotovoltaico del vento per l’eolico, ecc. La bozza di decreto prevede anche un maggiore incentivo per gli impianti FV delle CER localizzate nelle regioni del Centro e Nord Italia per compensare la minor produzione rispetto alle regioni del Sud.
ltre a quanto stabilito nello Statuto e sulla base della forma giuridica scelta, al momento della costituzione della comunità energetica dovranno essere stabiliti i criteri di ripartizione degli incentivi (regolamento) che potranno favorire una determinata categoria di membri o decidere la destinazione dei ricavi a specifici.
In generale non sono previste particolari specificità per accedere ai finanziamenti, in quanto essi sono orientati alla realizzazione delle CER fin dai primi stadi. A supporto delle candidature vengono tipicamente richieste una serie di informazioni numeriche ottenibili in via previsionale, quando la CER non è ancora attivata.
L’energia prodotta e che non viene auto-consumata viene immessa in rete.
L’approvvigionamento è sempre garantito, perché i partecipanti alla CER rimangono collegati alla rete nazionale tramite i contratti di fornitura convenzionali
FAQ PROSUMER E CONSUMER
Chiunque abbia un impianto rinnovabile di nuova installazione può diventare produttore all’interno di una CER (Prosumer): Cittadini, PMI, aziende agricole, enti pubblici, enti del terzo settore, ecc. Non possono partecipare alla governance della CER le aziende classificate come grande imprese o le imprese per cui la vendita di energia rappresenta l’attività principale.
I costi iniziali per un Prosumer sono in linea con i costi di installazione di impianti al di fuori della CER. Accorpando diversi impianti della CER potrebbero essere attivate economie di scala che riducono i costi di installazione.
Non possono essere connessi alla CER impianti di potenza nominale maggiore di 1 MWp.
Sono previste diverse fonti di finanziamento che sostengono l’installazione di impianti rinnovabili in una CER. A livello nazionale si è in attesa di un bando PNRR che presumibilmente finanzierà a fondo perduto il 40% degli investimenti sostenuti dalle CER avviate in comuni con meno di 5.000 abitanti. Ogni regione si sta inoltre muovendo per finanziare studi di fattibilità e/o installazione di impianti.
Le difficoltà sono le medesime del caso di installazione di impianti fotovoltaici (o altri impianti) al di fuori di una CER. In particolare, deve essere prestata attenzione ad eventuali vincoli urbanistici.
L’energia prodotta all’interno di una CER viene condivisa sfruttando la rete nazionale, senza la necessità di particolari collegamenti o strutture aggiuntive. I membri attingeranno virtualmente all’energia della CER direttamente dalla rete, senza alcuna azione specifica o rischi nella fornitura.
Le aziende che intendono partecipare come Prosumer avranno tre importanti vantaggi economici: riduzione dei costi in bolletta grazie all’auto-consumo di energia rinnovabile prodotta dal proprio impianto, riconoscimento del ritiro dedicato per l’energia immessa in rete e ottenimento della propria quota di incentivi generati dalla condivisione come stabilito dal regolamento interno. Le aziende che invece intendono partecipare come Consumers otterranno unicamente la quota di incentivi generati dalla condivisione, in quanto non posseggono impianti di loro proprietà. (vedi anche Quali i tempi di recupero dei costi sostenuti nella sezione precedente)
I principali requisiti tecnici e infrastrutturali sono i medesimi richiesti per l’installazione di impianti rinnovabili (del tipo prescelto) al di fuori della CER. L’unico requisito tecnico della CER è che tutti i membri, e quindi gli impianti, siano all’interno dell’area convenzionale afferente alla stessa cabina primaria.
Tutti i membri di una CER restano connessi alla rete elettrica nazionale dalla quale acquistano regolarmente l’energia grazie ai contratti di fornitura convenzionali. La condivisione energetica propria della CER avviene attraverso la rete nazionale e viene riconosciuta dal GSE.
La partecipazione alla comunità energetica può offrire diverse opportunità di collaborazione e di networking quali la condivisione di conoscenze e competenze per l’efficientamento energetico, la partecipazione ad eventi ed incontri, la creazione di una rete di imprese attente alle tematiche ambientali, e molto altro.
I consumer partecipano alla suddivisione degli incentivi generati dall’energia condivisa, e godono della restituzione degli oneri di sistema