Mercoledì 14 febbraio è stato dato l'ultimo saluto al nostro Gianfranco Benedettini, nella cornice istituzionale della Saletta comunale di Venturina. Sulla bara, nel risepetto della volontà di Gianfranco, la bandiera socialista e la maglia biancoceleste del Venturina Calcio. La cerimonia si è aperta con il discorso pronunciato dalla Sindaca, che riportiamo integralmente più avanti, seguito da quelli di Giampaolo Barabaschi e Sonia Baronti segretaria provinciale del Psi e da quello di Jacopo Bertocchi rappresentante territoriale dell'Anpi. I fiori tricolore del Comune di Campiglia Marittima, i garofani rossi, i mazzi delle associazioni con cui ha collaborato.
La Filarmonica P. Mascagni ha intonato due brani non di rito, ma amati da Gianfranco, L'Internazionale e il Silenzio all'interno, l'Inno di Mameli all'uscita della sala. Una folla commossa si è stretta attorno ai familiari in questo doloroso momento, cercando di dare il giusto tributo all'uomo e al personaggio pubblico. Le ceneri riposeranno nel cimitero comunale, sul pianoro della Pieve di San Giovanni, nei posti riservati alle personalità che hanno dato lustro alla comunità di Campiglia.
L'intervento della Sindaca: "In accordo con la famiglia abbiamo deciso di accogliere qui il nostro caro Gianfranco, nel luogo di tutti, la saletta Comunale. Un piccolo gesto per accompagnarlo in questo suo ultimo viaggio, con tutta la riconoscenza e la gratitudine di cui siamo capaci.
Uomo di grande cultura, instancabile storico con una grande passione per la conoscenza e per la sua Venturina, luogo che aveva scelto per “mettere radici” insieme alla sua amatissima Maria, che non mancava mai con grande dolcezza e tenerezza di nominare.
Autore di decine di libri e centinaia di articoli di storia locale, soprattutto storia politica e sociale. Mai stanco di approfondire, imparare ed evolvere. Negli ultimi anni aveva lavorato ad una comunicazione più fresca, trovando rinnovato spazio sui social con le sue ormai famose pillole, senza mai tradire i suoi interessi e i suoi valori, ma sapendo cogliere nel linguaggio, nella sintesi e nella scelta degli argomenti da trattare quegli aspetti, quei dettagli che lo hanno reso così popolare ed amato.
Antifascista e socialista. Amministratore del Comune di Campiglia M.ma per diverse legislature. Ha fatto dell’impegno politico, della partecipazione alla vita civile una sua ragione di vita. Un esempio per tutti noi, in un’epoca come quella attuale in cui il valore della partecipazione attiva si sta perdendo.
Sempre gentile con tutti, aveva una straordinaria generosità e un incredibile rispetto verso gli altri. Si misurava con umiltà e disponibilità e donava preziosi consigli a chi li sapeva cogliere.
Gianfranco ha dato slancio e stimolo anche alla vita sociale e associativa, penso alla rifondazione del Calcio nel 1962, alla creazione del Comitato cittadino, alla nascita della tradizionale Fiera mostra.
Aveva fiducia nelle nuove generazioni e speranza nel futuro, amava i giovani ed in particolare i bambini ai quali ha sempre cercato di trasmettere la passione per la nostra storia, per le radici e per la memoria.
Ha lavorato fino all’ultimo con lo stesso spirito, la stessa passione, la stessa determinazione anche se profondamente segnato dalla malattia.
Non basterebbe un libro per raccontarlo.
Ed è proprio un libro che ho scelto per salutarti Gianfranco e sono sicura che lo apprezzeresti, il tuo primo libro “Venturina, il passato come presente” 1972 dove parlavi del tuo paese dicendo “voglio che Venturina valga qualcosa di più di una cosa comune” e aggiungevi : “così siamo fatti: solo ciò che è trascorso o mutato o scomparso ci rivela il suo volto reale”.
Gianfranco oggi grazie a te, Venturina vale qualcosa di più di una cosa Comune e la tua memoria, i tuoi lavori, il tuo impegno hanno lasciato un segno indelebile in quella storia che tanto amavi e di cui da oggi anche tu fai parte".