La Regione Toscana ha deciso di porre l'obbligo di accatastamento di impianti alimentati a biomasse. Le motivazioni sono dovute al fatto che la presenza di sostanze inquinanti in atmosfera (come ad esempio le famigerate polveri sottili PM10) è causa di molti problemi di salute per la popolazione. Tra i principali fattori inquinanti delle nostre città ci sono proprio gli impianti a biomassa. I dati scientifici dicono che un caminetto emette polveri fini PM10 per 840 grammi / giga joule, una stufa a legna 760, una a pellet 29. Pensate che una caldaia a metano (quelle che abbiamo nelle nostre case) emette 0,2 / giga joule. Significa che a parità di energia prodotta un camino aperto inquina quanto 4200 caldaie.Per la Regione è quindi importante sapere quanti camini e stufe sono presenti sul proprio territorio: questo dato è fondamentale per mettere in relazione la diffusione di questi impianti e i fenomeni di inquinamento da PM10, al fine di migliorare le politiche per il contrasto dell'inquinamento atmosferico. Gli impianti alimentati a biomasse sono i camini (sia aperti che chiusi con inserti), le stufe e le caldaie che usano biomasse (legna, pellet, cippato). Sono invece escluse dall'accatastamento le cucine economiche, ovvero stufe dedicate alla cottura dei cibi e non collegate all'impianti di riscaldamento.
Per avere tutte le informazioni utili e capire se il proprio impianto deve essere censito si rimanda al sito specifico della Regione Toscana "Portale SIERT (Sistema informativo efficienza energetica Rgione Toscana)" : clicca qui
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