Partecipatissima assemblea pubblica lunedì 29 aprile scorso, indetta su invitio dei sindacati alla saletta comunale di Venturina per parlare della situazione difficile dell'Italian Food, presenti tantissimi lavoratori, altissima presenza femminile che è quella preponderante dello stabilimento di trasformazione del pomodoro a Venturina, dove lavorano un'ottantina di dipendenti fissi e circa 300 stagionali: davvero un faro nell'economia locale e un punto di riferimednto per il settore del pomodoro da industria a livello almeno regionale. Ma questo punto di riferimento sta vacillando: la crisi di mercato sta mettendo a rischio, almeno nelle parole della proprietà, la campagna di lavorazione 2013 e forse la vita stessa dello strabiliomento. Ma i lavoratori e il comune non ci stanno. Si deve fare di tutto per salvare la fabbrica. le condizioni ci sarebbero. "Non si puù parttire dalla minaccia dei licenziamenti - afferma il sindaco Soffritti - che copmune e sindacati hanno appreso peraltro dalla stampa!". Il sindaco ha detto ai lavlratori, molto legati non solo al posto di lavoro ma all'azienda che sentono come loro anche se devono lotrtare duro per difenderla: "Il Comune è dalla vostra parte abbiamo sempre cercato un confronto con l'azienda che è una risorsa per l'intera regione. Ora il confronto va riaperto perchè Petti ha annunciato la chiusura senza nenache informare Comune e Sindacati. C'è un Protocollo firmato da vari soggetti: Comune, Regione e Azienda, Provincia e Associazioni di trasportatori, che dobbiamo provare a portare avanti. L'azienda non solo può salvbarsi ma può aspeirare a crescere. nessuno comunque vuole sfrattarla o creare le condizioni di chiusura, ma le regole vanno rispettate e gli abusi devono essere sanati. L'asessore regionale Salvadori - prosegue il sindaco - è costantemente informato e impegnato per il ruolo della regione. La disponibilità delle aree a Campo alla Croce ha fatto si che Italian Food potesse partecipare a un bando di finaizamnto del Ministreo dello sviluppo economico, progetto accettato ma finanziamento bloccato per l'emenrgenza crisi. Bloccato dal gopverno Monti ma non cancellato, quindi, proseguiamo sulla strada dello spostamento a Campo alla Croce che può dare sviluppo. Ma lavoriamo anche perché l'azienda se necessario continui la sua attività in via Cerrini. L'Italian Food è una risorsa almeno regionale alla quale non si può e non si deve rinunciare. Il Comune è vicino ai lavoratori".
Intervento sull’assemblea Italian Food del 29.04.2013 dell’assessore Paolo Pedroni
L’assemblea di ieri pomeriggio, con le lavoratrici e i lavoratori dell’Italian Food e i sindacati, mi induce a fare alcune considerazioni che ritengo importanti per fare chiarezza su un problema dirompente quale la dichiarazione dell’eventuale chiusura da parte di Pasquale Petti resa a mezzo stampa. Premetto che condivido tutto quanto espresso dal sindaco che sicuramente ha dato molte risposte pertinenti e serie ai quesiti posti dalle maestranze dell’azienda senza peraltro utilizzare nulla a fini meramente elettorali, come qualcuno invece ha fatto. Sono convinto però che le parole alcune volte vengano, anche inconsapevolmente, travisate o male interpretate, mentre, come affermavano i latini, lo scritto resta. Al primo punto di riflessione metterei il “Protocollo d’intesa per la lavorazione del pomodoro da industria” sul quale l’Amministrazione comunale ha svolto un fortissimo lavoro di regia e di coinvolgimento di tutti i firmatari: regione Toscana, Provincia Ato 5, Asa Spa, Italian Food e Associazioni di produttori e trasportatori. Questo protocollo impegna tutte le parti firmatarie a svolgere il proprio ruolo con l’obiettivo comune di assicurare un futuro ed un possibile sviluppo, nonché una permeanza nel territorio del comune di Campiglia alla società Italian Food. Tutti pienamente convinti che lo stabilimento è strategico ed è una risorsa, oltre che locale, anche regionale. Gli impegni che i firmatari si sono assunti, confermano la volontà di garantire e tutelare la lavorazione del pomodoro a Venturina come parte integrante di una filiera che parte dal produttore e arriva al consumatore. La delocalizzazione a Campo alla Croce sta dentro al protocollo, come impegno aziendale, ed è inteso come opportunità per aumentare la produzione e l’occupazione. Deve essere chiaro a tutti che non è un’imposizione dell’Amministrazione comunale, ma una possibilità resa necessaria dall’aumento degli spazi richiesti, e a tal fine sono state riservate alcune aree produttive a Campo alla Croce. Nessuno ha mai pensato di dare lo sfratto all’azienda. Aver appreso dalla stampa la volontà aziendale di un’eventuale chiusura ci ha sorpreso e sconcertato sia per il contenuto, sia per il metodo usato. L’Amministrazione comunale intende difendere ogni posto di lavoro ed è sempre al fianco dei lavoratori, l’economia del territorio si difende e si incrementa creando un giusto equilibrio fra agricoltura, industria e turismo, questo per noi è un obiettivo primario. L’assemblea di ieri credo che abbia dato un buon contributo, caso mai ci fosse stato bisogno, a far capire a tutti che siamo schierati, come sempre, per la difesa dei lavoratori e che c’è bisogno di momenti di confronto, magari in situazioni meno drammatiche, ognuno nel rispetto del proprio ruolo, ma tutti con un obiettivo comune.
Paolo Pedroni
Assessore attività produttive
Comune di Campiglia M.ma
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