Il 150° fa riscoprire il bello di essere italiani. Emozione per l’inno intonato dai bambini
Coinvolgere direttamente i ragazzi per farli sentire protagonisti nei valori della Repubblica, dell’unità d’Italia, della Costituzione. E’ stata questa la scelta del comune di Campiglia che ha festeggiato il 2 giugno all’insegna della musica, della riflessione storica e civica, della convivialità. Emozionante l’Inno di Mameli intonato dai bambini delle scuole elementari alle cui voci bianche si sono uniti gli adulti.
Al centro dell’attenzione i corpi musicali di Venturina e Campiglia che hanno guidato il corteo dal centro di Venturina fino al parco di Tufaia e dei Laghetti, dove si è esibita la Banda giovanile delle Scuole di musica Mascagni di Venturina e Puccini di Suvereto, diretta da Carmelo Santalucia, insieme al Coro della Scuola elementare Marconi di Venturina nell’ambito di un progetto coordinato dall’insegnante Franca Orlandini. Lungo il percorso i residenti in via della Pace e via della Resistenza hanno lanciato dalle finestre una pioggia di coriandoli tricolore. “Voglio ringraziare pubblicamente queste persone – ha detto il sindaco – perché ci hanno regalato uno scenario ancor più festoso ed emozionante”. Nel suo discorso istituzionale Rossana Soffritti ha ricordato che il 2 giugno è un tassello fondamentale dell’unità del nostro Paese, il giorno in cui 65 anni fa gli italiani, per la prima volta votando con il suffragio universale, scelsero di essere una repubblica ed espressero poi nella Costituente uno dei momenti più alti della nostra storia. “Unità non significa pensare tutti allo stesso modo – ha detto il sindaco – ma riconoscere attraverso valori e regole condivise i limiti oltre i quali non possiamo andare”. In rappresentanza dell’Anpi e dell’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea di Livonro (Istoreco) è intervenuto il prof. Gianluca Della Maggiore che ha ricordato tra l’altro la figura di Costanzo Ebat, che nel 1943 decise di lasciare la famiglia e diventare partigiano ma venne catturato dai fascisti e ucciso il 3 giugno, a 33 anni. Una storia scelta, anche se triste, ma perché carica di speranza, infatti nel corso della prigionia Ebat scrisse al figlio “…ti è rimasto il mio esempio, e tu ne sono certo, saprai calare questa orma di onestà e lealtà”. Della Maggiore ha parlato del ruolo importante che Campiglia e Piombino ebbero nella resistenza ed ha poi concluso un intervento ricco di riferimenti storici e molto appassionato, citando le parole di Piero Calamandrei sulla Costituzione. Importante anche il contributo dei Pionieri della Croce Rossa di Venturina che, attraverso il loro coordinatore Marco Caselli, hanno presentato il loro progetto, che affonda le radici nella battaglia di Solferino, di aiutare ogni uomo in difficoltà.
Al termine delle celebrazioni il Comune e la Consulta delle Associazioni del Sociale hanno offerto a tutti i partecipanti un rinfresco nel parco pubblico di Tufaia. Come in molte altre occasioni il coordinamento e la volontà dell'Amministrazione comunale uniti all'energia e alla disponibiltà di tanti volontari ha hanno dato vita ad un evento in cui i valori espressi negli interventi sono stati messi in pratica. Cittadini di ogni età idea politica e colore della pelle hanno condiviso il valore della libertà, della solidarietà, del rispetto. E il linguaggio universale della musica è stata una cornice ottimale per sentirsi tutti fratelli d'Italia e cittadini del mondo.
Leggi l'intervento di Gianluca Della Maggiore