Il consiglio comunale di Campiglia ha approvato il Regolamento Urbanistico che era stato adottato nel maggio 2010 e che aveva ricevuto dal 28 luglio al 10 settembre le osservazioni come previsto dalla legge. Nel sono arrivate 147 tra quelle presentate da istituzioni, soggetti privati singoli o associati e da associazioni e partiti. Lunedì 30 maggio 2011 il momento dell’approvazione definitiva con l’illustrazione delle caratteristiche principali del piano e le controdeduzioni alle osservazioni.
Ciò che maggiormente caratterizza il Regolamento Urbanistico, il primo del piano strutturale vigente (che ne prevede tre di durata quinquennale) è innanzi tutto la filosofia del recupero e della riqualificazione dei centri urbani, in particolare di Venturina dato che per Campiglia è stato sufficiente puntare ad una sostanziale conservazione e piccoli interventi puntuali. Più complessa la situazione a Venturina dove le maggiori aree critiche individuate e oggetto di interventi complessi sono l’area industriale dell’Italian Food ormai inglobata nel centro abitato; la “porta nord” come cerniera di collegamento tra terme, aree verde e centro urbano; il centro cittadino nell’area della banca Monte dei Paschi di Siena dove dovrebbe tornare a vivere una piazzetta urbana, oppure, in via alternativa, sarà ceduta un’area di 400 metri quadrati al Comune da adibire a scopi sociali.
Per quanto riguarda gli aspetti più strettamente legati alle opere pubbliche si ha la previsione del nuovo plesso scolastico con il trasferimento della scuola Marconi nel centro scolastico Altobelli e la trasformazione dell’edificio e del giardino Marconi in via Indipendenza in area residenziale con spazi pubblici integrati al tessuto urbano limitrofo. La realizzazione del nuovo plesso scolastico ha l’obiettivo di favorire i rapporti e gli scambi d’esperienze tra scuole e quello di razionalizzare i costi che attualmente, dal trasporto alla mensa, lievitano a causa della collocazione sparsa delle scuole.
Altro tema importante quello della costruzione del nuovo cimitero a Venturina, che è stato confermato nell’area a monte della via Suveretana, all’incirca all’altezza di Montioncello. La necessità di quest’opera è dovuta al fatto che nel giro di sei o sette anni il cimitero di Campiglia sarà esaurito nelle sue potenzialità, anche considerando l’attuale ampliamento che porterà a una disponibilità di circa 550 posti e 470 ossari. Ciò anche perchè, a fronte di circa 100 decessi l’anno, le richieste di cremazione che non hanno superato il 16% nel periodo dal 1994 al 2009, secondo le previsioni non supereranno di molto il 20% in futuro. La struttura come è stato detto più volte sarà progettata con la massima cura in modo da integrasi nel contesto ambientale in maniera armoniosa per garantire il dovuto rispetto al culto dei defunti e al tempo stesso essere un luogo di impatto visivo gradevole, funzioni senza dubbio non in contrasto tra loro.
Una menzione particolare merita anche il territorio aperto per il quale le scelte, come ha sottolineato il sindaco, vanno nel senso della più stretta tutela dando in tal modo centralità all’agricoltura che è considerata un presidio per il buon mantenimento dell’ambiente e uno dei settori strategici nell’economica locale per le numerose produzioni di qualità che offre.
Alla seduta del consiglio comunale è stata presente anche l’architetto Silvia Viviani, consulente scientifico del Regolamento urbanistico, insieme agli architetti comunali Annalisa Giorgetti e Alessandro Grassi dell’Ufficio di piano comprensoriale, ai geologi e al rappresentate di Simurg Ricerche (agenzia che si è occupata dello studio del piano del commercio).
L’architetto Viviani ha sottolineato che il R.U. presentato è caratterizzato dalla qualità e non dalla quantità e rispetto alle osservazioni ha messo in risalto il criterio principale della valutazione per il l’accoglimento, l’accoglimento parziale o il respingimento, che è stato quello del non entrare in contraddizione con il Piano strutturale e con le linee generali del R.U.
Viviani ha anche sottolineato i problemi generali dell’attuale pianificazione urbanistica parlando di enti locali messi in condizioni di debolezza. Infatti, mentre dagli anni ’90 è cambiato il quadro normativo della pianificazione urbanistica non sono stati riformati gli strumenti della sua attuazione, ad esempio il fatto che il prezzo d’esproprio debba essere quello di mercato pone gli enti territoriali in una condizione di debolezza nella realizzazione di opere e infrastrutture pubbliche, e ciò sempre di più anche in considerazione delle sempre più ridotte risorse disponibili.
Inoltre l’architetto ha notato come norme apparentemente distanti dall’urbanistica, vi incidano invece in modo pesante; è passata poi a tracciare il quadro critico degli impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili che la legge nazionale consente di realizzare praticamente senza limitazioni e rimanda alla regione, che ad oggi ha affrontato gli indirizzi per gli impianti fotovoltaici, l’individuazione di aree non idonee. Da questo punto di vista mentre il comune di Campiglia insieme agli altri della Val di Cornia aveva regolamentato la loro realizzazione, si trova oggi praticamente esautorato.
Infine una precisazione dell’Ufficio di Piano in risposta alle dichiarazioni inesatte comparse sulla stampa a proposito degli alloggi realizzati a Campiglia dal 2005 ad oggi: “Abbiamo più volte cercato di spiegare i numeri del dimensionamento del Regolamento Urbanistico, a quanto pare senza riuscirci. Nella tabella del dimensionamento non c’è alcun dato inedito ma solo informazioni disaggregate sulla realizzazione degli alloggi. In realtà gli alloggi realizzati e ultimati dal 2005 ad oggi non sono 58 bensì 325, di cui 98 di edilizia economica e popolare già abitati dal 2009, ai quali si aggiungeranno nei prossimi mesi i 75 alloggi ormai terminati dell’ultimo lotto Peep in diritto di superficie.”