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 09-Giugno-10

Museo del lavoro: non chiuderà e sarà valorizzato

Museo del lavoro: non chiuderà e sarà valorizzato

Intervento dell’assessore alla cultura Jacopo Bertocchi sul Museo del Lavoro
Il museo del lavoro non rischia la chiusura. Ci tengo a precisarlo sia come assessore alla cultura sia come cittadino. Purtroppo il sindaco e la giunta si trovano a fare i conti non solo col cuore e il cervello, ma anche con le norme. Siamo noi che conosciamo i limiti delle cose e delle scelte (per quanto impopolari possano sembrare) e garantire il bene della collettività, oneri e onori, è una prerogativa solo nostra. Agli altri non resta che condividere o criticare, ma l’auspicio è che ciò avvenga solo dopo aver preso coscienza dei fatti, processo tutt’altro che scontato. Condivido la preoccupazione dei molti che, in questi giorni, si sono prodigati per portare alla ribalta questo tema ma è necessario fare chiarezza su alcuni punti:
La decisione di chiudere il Museo durante il periodo della Fiera è maturata proprio dal fatto che la questione è all’attenzione della giunta, dei tecnici dell’ufficio tecnico e dal C.d.A. della Sefi, ormai da qualche tempo. Quest’affermazione fa decadere l’assunto secondo il quale agli amministratori importa poco del nostro patrimonio e della nostra storia.
In nome della trasparenza e della collaborazione con il Comitato cittadino, mi pare opportuno precisare che tale decisione non è stata unilaterale e imposta ma adottata a seguito di una riunione, durata diverse ore, dove erano presenti: Sefi, giunta, comitato cittadino e tecnici del comune. Solo poi è stata ufficializzata con una comunicazione via fax (come vuole la prassi).
I motivi tecnici che hanno portato a tale decisione sussistono e sono stati accertati da chi di dovere. Il fatto che finora i visitatori siano usciti sani e salvi non è condizione sufficiente per garantirne l’incolumità. C’è bisogno di attuare un nuovo piano di sicurezza e di gestire la dotazione del museo in maniera differente.
L’unico atto giuridico in essere tra Comune e museo del lavoro risale a diversi anni fa e prevede che all’interno del museo siano esposti i pezzi della donazione Lazzerini. In virtù di ciò fu individuato lo spazio che occupa e il soggetto gestore. Oggi la situazione e notevolmente cambiata, i pezzi in esposizione sono più che raddoppiati (senza alcun controllo) e ovviamente quello spazio non basta più. Si potrebbe parlare di “degenerazione affettiva” ma quel luogo non assicura una fruibilità compatibile a quella di un museo.
Di chiusura del museo del lavoro, il sottoscritto non ne hai mai sentito parlare, semmai di una nuova veste che lo renda “visitabile”.
La Provincia conosce benissimo la struttura e la storia, infatti, un paio di mesi fa, ho invitato e guidato personalmente l’assessore Pacini e il commissario straordinario dell’APT di Livorno nel padiglione che ospita il museo. In quell’occasione, oltre ad aver avuto rassicurazioni sul fatto della copertura finanziaria per una nuova pubblicazione, abbiamo confermato la presenza del museo sulle pubblicazioni turistiche, prima fra tutte la guida dei musei della provincia di Livorno
Dal prossimo anno partirà un progetto con le scuole primarie che riguarderà le nostre tradizioni e la nostra storia… sarà il momento per far conoscere ai nostri ragazzi da dove veniamo e il museo del lavoro, così come le cave e le miniere saranno i luoghi ove si svolgeranno iniziative didattiche.
Infine siamo a conoscenza delle nuove proposte per la sistemazione del museo in altro loco, il percorso non è facile e ovviamente ringraziamo per il contributo. Il fatto che a oggi non esista una soluzione definitiva è il segno che stiamo valutando le idee, attraverso un processo partecipato, affinché questo patrimonio sia valorizzato e goduto come merita. (J.B.)