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 06-Dicembre-08

Al Concordi presentazione di due libri su chiese e arte sacra.

IL MUSEO D’ARTE SACRA E LE CHIESE DI CAMPIGLIA
Al Concordi un pomeriggio di studio per la presentazione di due libri

Sabato 6 dicembre al Teatro Concordi di Campiglia alle 15.30, pomeriggio di studio per la presentazione di due libri recentemente pubblicati dall’Editore Pacini di Pisa riguardanti il museo d’Arte Sacra di San Lorenzo e le Chiese di Campiglia. I volumi racconti in un elegante cofanetto sono curati dalla dottoressa Maria Teresa Lazzarini della Soprintendenza ai beni culturali di Pisa e rappresentano un contributo di grande importanza per la conoscenza del patrimonio culturale campigliese e del suo inquadramento in un più ampio contesto storico artistico regionale. Tra gli altri contributi anche quello del parroco don Marcello Boldrini, autore del glossario e del capitolo Le reliquie.

Il convegno si aprirà con i saluti dell’on. Silvia Velo sindaco di Campiglia M.ma, mons. Giovanni Santucci vescovo della diocesi di Massa M.ma e Piombino, Luciano Barsotti presidente della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, don Marcello Boldrini parroco di Campiglia M.ma. Per la presentazione dei volumi interverranno il prof. Franco Angiolini docente di Storia Moderna all’Università di Pisa, il prof. Alessandro Tosi docente di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Pisa e il prof. Mario Bevilacqua docente di Storia dell’Architettura all’Università di Firenze.

Saranno presenti gli autori dei libri e la curatrice.

I due libri sono introdotti da varie presentazioni tra cui quella del sindaco On. Silvia Velo che sottolinea l’importanza che anche l’Archivio Storico di Campiglia ha avuto come fonte di studio per queste due pubblicazioni e ricorda il ricco percorso di valorizzazione dei beni culturali che ha interessato Campiglia negli ultimi anni. Apprezzamento per l’opera anche da parte del Vescovo Mons. Giovanni Santucci che nella sua presentazione scrive “Amare e custodire la nostra storia significa avere a cuore il futuro. In questo modo va concepito il piccolo museo di Campiglia, un luogo dove la comunità, i giovani soprattutto, possano riscoprire i segni salienti e peculiari della propria identità, valorizzarli in vista di un futuro che rischia di non avere consistenza proprio perché pensato altrove”.